La provincia di Salcedo

La provincia di Salcedo, situata nella parte nord della Repubblica Dominicana, risulta essere la più piccola provincia del paese ed è la zona dove Ucodep lavora insieme alle comunità locali.
Nel recente passato comunicava con Puerto de Sanchez per mezzo della ferrovia ed era un punto di transito sulla strada che univa La Vega a Santiago, seconda città del paese. Con la scomparsa della ferrovia, la costruzione della nuova autostrada che la escludeva dal suo percorso e con il progressivo deterioramento delle vie di comunicazione, la provincia di Salcedo è rimasta isolata rispetto al processo di sviluppo delle zone limitrofe, costringendo i suoi abitanti a migrare verso la capitale o verso l’estero.

La provincia di Salcedo, creata nel 1952 durante la dittatura di Trujillo dall’unione di tre municipi generando problemi di integrazione fra le popolazioni, ha una superficie di 494 Km² risultando la più piccola provincia del Paese che, assieme ad altre quattro aree provinciali, forma la sub-regione del
Cibao Orientale.

Amministrativamente risulta divisa in tre municipi a loro volta suddivisi in 15 secciones (aree urbane) e 196 parajes (frazioni). Il territorio comprende una zona di montagna (altitudine massima 900 mt. s.l.m.) e una zona di pianura di egual estensione. Dal punto di vista politico amministrativo nella provincia è presente un "Gobernador", nominato dal Presidente della Repubblica che rappresenta il Governo centrale; ogni municipio ha un "Sindaco municipal", eletto direttamente dalla popolazione, con funzione esecutiva, e 5 "Regidores" che svolgono le funzioni di consiglieri.
La popolazione della provincia è di circa 91.030 abitanti (2002) di cui il 50% urbana, con una densità di 231 ab./Km²
Negli ultimi venti anni si è avuto un forte
fenomeno di emigrazione verso l’estero, specialmente verso gli Stati Uniti, che ha prodotto un flusso di circa 30.000 persone; contemporaneamente si è avuto uno
spopolamento delle zone rurali con migrazioni verso la capitale e altre zone produttive del Paese e verso i tre centri urbani della provincia.

Questo fenomeno ha determinato la perdita di risorse umane formate e tecnicamente valide, che avrebbero potuto sostenere lo sviluppo di attività socio economiche a favore della Provincia, e gravi conseguenze anche dal punto di vista ambientale e culturale.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, la pesante colonizzazione subita dagli abitanti originari dell’isola (gli indigeni “tainos”), in pratica estinti nel giro di pochi secoli, ha portato ad una progressiva scomparsa delle specificità culturali prima esistenti minate da forti influenze esterne, in particolare nordamericane.
Attualmente, mancano politiche di promozione e valorizzazione delle specificità esistenti a livello culturale (gastronomiche, musicali, etc.), e interventi di difesa del suolo contro catastrofi naturali come gli uragani che, a causa del terreno non più in grado di assorbire le piogge, generano inondazioni e frane che vanno a colpire la fascia di popolazione più povera che abita proprio lungo le golene e gli argini dei fiumi.
Torna a:
Repubblica Dominicana